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Archivio per ottobre 2011

Mutui casa, diminuiscono nella prima parte del 2011

Il primo semestre del 2011 si è chiuso con un andamento a rilento per quanto riguarda i mutui per la casa.
MutuiOnline ha rilevato l’andamento delle erogazioni dei mutui casa per quanto concerne la prima parte dell’anno; stando a quanto dichiara l’operatore, nel secondo trimestre dell’anno gli istituti di credito italiani avrebbero erogato oltre 14,2 miliardi di euro, che cumulati alle attività di erogazione del periodo gennaio – marzo 2011, conducono il livello complessivo dei mutui casa concessi dalle banche italiane a quota 27,75 miliardi di euro.
Erogazioni in calo rispetto al 2010 come è stato più volte ribadito dalla Banca d’Italia.

La tendenza dunque si è nuovamente invertita per quanto riguarda il volume di mutui erogati nella prima parte dell’anno. Nel 2011 il calo rispetto al 2010 è stato del 7%, mentre lo scorso anno di questi periodi si festeggiava un soprendente aumento del 18% rispetto ai numeri del 2009. A incidere sul cambio di rotta repentino c’è senza dubbio l’ìnstabilità finanziaria e dei mercati di tutto il mondo.

Nonostante il calo delle erogazioni si conferma invece in crescita l’utilizzo dello strumento internet per la ricerca del miglior mutuo e per il confronto tra le tante offerte. A testimoniarlo è l’aumento di quasi un punto percentuale della quota di mercato di MutuiOnline.it, broker di mutui leader in Italia, che è passato da una quota di mercato nazionale del 3,3% del 2010 a quelle del 4,13% del 2011. Aumenti delle operazioni del broker si sono registrati nelle maggiori città: Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze e Genova.

Interessanti anche i dati sulla concentrazione territoriale delle operazioni di mutuo casa, con Roma che è la prima provincia italiana a contribuire alle erogazioni di finanziamenti immobiliari, con un volume complessivo di oltre 3,3 miliardi di euro, in sviluppo di quasi 9 punti percentuali rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, e con una quota sul totale italiano pari all’11,6%, contro l’11% del 2010. L’altra grande metropoli italiana, Milano, si deve invece “accontentare” di una fetta del mercato italiano pari al 10,9%, stabile su base annua, ma con una crescita delle erogazioni del 3,7% a quota 3,1 miliardi di euro.

Contrariamente a quanto fosse possibile prevedere, inoltre, l’andamento delle erogazioni di mutui al Sud e nelle Isole è sostanzialmente positivo, con un apprezzamento di 3,45 punti percentuali a quota 5,6 miliardi di euro, e una quota sul totale della nazione che supera il 20%. Nel Centro Italia la crisi del mercato immobiliare sembra invece essere più evidente, con una contrazione del livello dei mutui erogati pari a 6 ,4 punti percentuali, per un totale di 6,5 miliardi di euro, ma una quota sul totale che tiene intorno al 23,6%.

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Anche il mercato immobiliare diventa “social”

Crisi dei mercati finanziari, tassazione, instabilità, venerdì nero.
Tutte queste parole ed espressioni condizionano gli acquisti, penalizzando soprattutto il mercato immobiliare.
Nulla di nuovo.
La vera notizia è che sempre più italiani, il quotidiano La Stampa ne stima circa un milione, cercano casa su Facebook ed utilizzano i social network per decidere tempi e modi di acquisto della propria casa.

Ancora una volta un altro colpo messo a segno dalla realtà dinamica e colorata delle rete e dei social network. In tutte le attività commerciali, compreso il mercato delle case, ancora una volta, a dominare è la realtà social che risulta essere la scelta migliore o quantomeno un rito di passaggio assolutamente da non evitare. Raggiungere gli utenti tramite discussioni e condivisioni di contenuti sociali rappresenta una strategia di vendita che spesso sorpassa addirittura i portali specializzati. Nel mondo dell’immobile, ad esempio, dalla ricerca effettuata, emerge che il 21% degli utenti che utilizza internet per cercare o vendere casa non utilizza affatto i portali specializzati ma esclusivamente Facebook. Nonostante la crisi e il tutto tace del mercato immobiliare, la compravendita online cresce del +39% afferma il portale Immobiliare.it che ha eseguito l’analisi, intervistando circa 500 persone attive online per la compravendita di immobili. I ricercatori hanno rilevato una crescita dell’influenza di Facebook molto sostanziosa, al punto tale da riuscire a modificare completamente l’approccio sia all’ acquisto che alla consultazione delle offerte online sopratutto di tutti quegli utenti che fanno parte della grande fetta degli indecisi.

Parole d’ordine: presidiare i canali social e condividere info con i clienti.
I social network come Facebook, utilizzano infatti una delle tecniche di Marketing più antiche ma sempre efficaci: il passaparola.
Lo scenario che emerge è di quelli che un’agenzia immobiliare non può farsi sfuggire. Centinaia di utenti senza presidiare uno dei canali più influenti degli ultimi anni.

Carlo Giordano, amministratore del gruppo di ricerca afferma: “Chi cerca casa e parte dai social network, ha un approccio diverso a differenza di chi ricerca il proprio acquisto partendo dai portali immobiliari. I social network hanno stravolto molteplici mercati. Un’agenzia immobiliare, non dovrebbe assolutamente sottovalutare la presenza costante nelle reti social, soprattutto in periodi di flessione. L’utente, quando è in difficoltà o conosce poco il mercato in cui vuole acquistare, dimostra tecniche di ricerca più approfondite che sfociano nel confronto di opinioni e, per evitare acquisti incauti, si rivolge alla più grande comunità gratuita ed immediata di oggi. Chiaro è che ogni agenzia, dovrà studiare un piano di comunicazione integrata idoneo allo sviluppo, cercando di caratterizzare la propria presenza online ad esempio partendo dalla geolocalizzazione degli interventi”.

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Prestiti più cari per le aziende: la situazione e quali le possibilità di ottenerli

Una delle conseguenze principali dell’attuale crisi economica è la stretta di accesso al credito per le imprese.
Le aziende italiane, ma non solo, si sono ritrovate dinanzi a prestiti concessi a condizioni più rigide, con aumento dei tassi di interesse sui prestiti e maggiori richieste di garanzie.

La stretta del credito costituisce una minaccia per le imprese di piccole dimensioni e tra gli aspetti più critici per il bilancio aziendale è il problema del ritardo nei pagamenti, variabile che maggiormente incide sui delicati equilibri economici delle piccole e medie imprese che porta ad un razionamento del credito ed anche ad una riduzione degli investimenti.

Esistono, però, strumenti che possono rappresnetare per l’azienda un utile paracadute contro la crisi, a partire dalla ricapitalizzazione dell’azienda, in modo da ridurre la propria dipendenza dal sistema bancario, miglior sistema per affrontare una crisi di liquidità dovuta a scarsi ordinativi e miglior strumento per elevare rapidamente il proprio rating, per arrivare alla possibilità di rinegoziare il debito, magari con l’ausilio di un Confidi, consorzio italiano di garanzia collettiva dei fidi che svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso al credito, e spalmandolo su un arco temporale il più lungo possibile.

Spalmando il debito, infatti si diluisce la rata, augurandosi che la situazione migliori e la crisi finisca. I Confidi, inoltre, offrono alle aziende un ampliamento delle capacità di credito, e prevenzione dei fenomeni di usura, la riduzione del costo del denaro, la trasparenza e certezza delle condizioni e consulenza finanziaria.

[Via BusinessOnline.it]

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Mutuo Casa per i giovani under 35: troppe le difficoltà, poche le motivazioni reali

Una recente indagine di Genworth Financial afferma che le difficoltà per ottenere un mutuo per gli under 35 sono maggiori che per le altre fasce di popolazione, nonostante la ritrosia degli istituti di credito non sia sempre fondata.

Genworth Financial, con la sua indagine, mette nero su bianco le difficoltà incontrate dai giovani italiani al momento di acquistare casa: se il valore del finanziamento richiesto supera l’80% di quello dell’immobile che si andrà ad acquistare, l’istituto bancario nega l’accesso al credito a chi ha meno di 35 anni.

Un comportamento motivato quello degli istituti di credito? Non statisticamente, secondo i numeri raccolti. Stando a quanto rilevato nel corso dell’indagine di Genworth Financial, infatti, la puntualità di pagamento di chi ha meno di 35 anni (la sua performance creditizia, insomma) è superiore rispetto alla media di mercato. La diffidenza con cui le banche trattano i giovani che chiedono un mutuo, dunque, spesse volte si rivela frutto di un pregiudizio.

Se di pregiudizio si tratta, è un pregiudizio che ha conseguenze pesanti sulla vita dei giovani italiani. Si capisce tutto meglio mettendo a confronto quanto avviene nel nostro Paese con quel che accade in Gran Bretagna: Oltremanica l’acquisto della prima casa avviene mediamente a 27,5 anni, in Italia, invece, bisogna aspettare di spegnere la trentaduesima candelina.

Il dato non sorprende, se si considera che dal 2005 a oggi le concessioni creditizie nei confronti di chi ha meno di 35 anni sono calate del 50%.

Ma dove sono e cosa scelgono i giovani italiani che sottoscrivono un mutuo loan-to value (ossia sopra l’80%)? Soprattutto nella parte nord occidentale del Paese (nel 49% dei casi). La metà di loro, inoltre, preferisce sottoscrivere un mutuo a tasso variabile, sebbene spesso protetto dal cap.

[Via Tiscali]

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Mercato immobiliare: acquisti case in calo del 45%

La fiducia degli Italiani nel mercato immobiliare diminuisce e la propensione all’acquisto scende al 45%.

La crisi economica ricade sulla percezione che gli italiani hanno dell’andamento del mercato immobiliare e la prudenza frena la voglia di investire. Secondo i dati dell’indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori, se a luglio quasi il 54% degli italiani si dichiarava convinto che fosse un buon momento per comprare casa, ad oggi la percentuale è scesa al 45,3%.

Quanto ai prezzi, il 32% si aspetta stabilità, il 37% li prevede in calo

L’elaborazione dell’Indice sulla fiducia dei consumatori relativo al terzo trimestre 2011, un indicatore della percezione degli italiani rispetto all’andamento del mercato immobiliare, si basa sulle risposte di un campione di oltre 5.000 di italiani che, avendo negli ultimi tre mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare, sono interessati al tema della ricerca di immobili.
”Ad influire sulla percezione del mercato immobiliare, e sulla conseguente propensione all’acquisto – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – sono le attuali condizioni dell’economia, con particolare riferimento alla politica di tagli che ha caratterizzato la manovra finanziaria. Tuttavia, questa diminuzione sia della voglia di vendere sia di comprare, rappresenta un tentativo comprensibile di non “svalutare” gli immobili. Sappiamo benissimo che in una nazione, come l’Italia, che ripone un’elevata fiducia nel mattone, questa prudenza evita i pericoli di perdita di valore degli immobili”.
L’analisi di Immobiliare.it, pur registrando una flessione dell’ottimismo rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre, rileva come oltre il 45% del campione sia convinto che quello attuale è un buon momento per acquistare casa. Cresce, invece, la percentuale degli intervistati che ritiene sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliare al prossimo anno (19,2% vs 16%) pensando che il 2012 porterà maggiori vantaggi in fase di compravendita.
La minore fiducia non riguarda solo il fronte dell’acquisto, ma anche quello della vendita: quasi il 66% del campione intervistato si dice convinto che, quello attuale, non sia un buon momento per vendere. Da questa prospettiva, l’11% guarda con fiducia all’anno venturo, e dichiara di aspettarsi un miglioramento della situazione nel corso dei prossimi 12 mesi.
Altro aspetto indagato dall’indagine riguarda la percezione degli italiani dell’andamento dei prezzi degli immobili in vendita: se il 32% si aspetta stabilità, per il 37,6% del campione i costi sono destinati a calare, e solo il 22,5% teme un aumento.
Analizzando i dati raccolti da Immobiliare.it è possibile tracciare anche una mappa delle differenze tra gli atteggiamenti degli italiani, di regione in regione.

[Via MondocasaBlog]

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Mutui casa: diminuiscono le richieste del 10%

Secondo quanto affermano i dati Crif sulle richieste di mutuo casa, sarebbero sempre di meno le domande di finanziamenti immobiliari ipotecari. Dal mese di gennaio a quello di agosto, infatti, le richieste di prestiti casa sarebbero diminuite di circa 10 punti percentuali rispetto a quelle rilevante dalla stessa Centrale nello stesso periodo dello scorso anno, che a sua volta evidenziava una depressione piuttosto significativa rispetto al volume ante-crisi.

I dati 2011, se confrontati con quelli 2009, dimostrano una contrazione del 12% nelle richieste di mutuo casa, che scende al 9% nel confronto con il 2008 e all’11% con il successivo confronto del 2007.
L’unica tipologia di mutuo immobiliare in crescita, riguarda la forma di lunga durata: i mutui a 25 e 30 anni stanno infatti continuando ad assorbire quote di mercato, a discapito delle lunghezze pari a 15 e 20 anni.
La richiesta media si aggira inoltre intorno ai 136 mila euro, con un terzo dei mutuatari che ha tra i 35 e i 44 anni.

[Via VostriSoldi]

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Mutui casa, che collegamento c’è tra lo spread BTP e i tassi?

Anche se a prima vista potrebbe non sembrare molto chiaro e immediato, vi è un collegamento molto stretto tra l’andamento dello spread BTP (cioè, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani a lungo termine, e gli equivalenti titoli tedeschi), e il tasso di interesse applicato al capitale oggetto di mutuo ipotecario.

In realtà, il collegamento è abbastanza semplice da spiegare: gli istituti di credito devono reperire liquidità utile per poter prestare denaro alle imprese e alle famiglie, e lo fanno anche attraverso l’acquisizione di titoli di debito sul mercato.

Rincarando i costi dei titoli di debito, aumenterà anche il costo del denaro in favore dei mutuatari.

Stando a una recente analisi, lo spread bancario sui mutui casa sarebbe aumentato di 0,10 punti percentuali per il mutuo a tasso variabile, nel terzo trimestre dell’anno, e di 0,30 punti percentuali per il mutuo a tasso fisso, nello stesso periodo di riferimento.

Il trend potrebbe altresì continuare nel corso dell’ultimo trimestre, contribuendo a rendere ulteriormente più caro il costo del finanziamento immobiliare.

L’unica scialuppa di salvataggio potrebbe essere un miglioramento dei dati fondamentali dell’economia italiana e, di conseguenza, una riduzione dello spread Btp – Bund. A quel punto, è tuttavia probabile che i parametri di riferimento possano subire un aumento, non lasciando alcuna speranza aperta per le tasche degli italiani.

[Fonte iMutui.net]

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Mutui: il variabile costa ancora di meno ma è il fisso a dare più garanzie

Tasso fisso o tasso variabile?

Il rovello per chi si accinge a un acquisto immobiliare è d’obbligo e in tempi di forte volatilità finanziaria la scelta non è certamente semplice.

Da un lato c’è la forte differenza tra la rata a tasso fisso e quella a tasso variabile. Ovviamente è molto più conveniente la seconda dato che il tasso che si può spuntare sul mercato per un prestito di 100mila euro a dieci anni si aggira sul 2,5%.

Sul variabile invece il rendimento arriva già intorno al 4,3% ma ovviamente in questo caso non ci sono rischi o brutte sorprese se l’economia fa le bizze e i tassi dovessero salire.

«In questo momento – ha spiegato Roberto Anedda vice presidente di MutuiOnline uno dei maggiori siti per la comparazione delle migliori offerte sul mercato dei mutui- è davvero difficile dare un consiglio. Non c’è dubbio comunque che se il mutuo è già in corso e l’estinzione è prevista nei prossimi tre o quattro anni conviene tenere la rata variabile mentre se si vuole fare un mutuo magari a 30 anni e non si ha propriamente l’animo del giocatore d’azzardo ma si vogliono dormire sonni tranquilli, conviene optare per il fisso. Per i prossimi due o tre anni comunque il tasso variabile sarà ancora più conveniente di quello fisso. Ma forse la convenienza del variabile si spingerà oltre perché, data la crisi in corso, molto probabilmente, non sarà toccato il costo del denaro ancora per qualche anno».

[Via Il Giornale]

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Prestiti alle imprese: tassi di interesse più alti per lo spread btp-bund

Aumentano i tassi di interesse per le aziende: la situazione

Aumentano i tassi di interesse applicati dalle banche per effetto della crisi economica e dello spread btp-bund e le imprese combattono l’instabilità del mercato finanziario.

Nei primi nove mesi del 2011, questo problema è costato ben 2.6 miliardi di euro alle aziende italiane e, secondo la Cgia di Mestre, si tratta di dati molto preoccupanti: dal 3,5% di tasso di interesse, applicato all’inizio dell’anno (un valore medio), il tasso è schizzato in media al 4,5% nei giorni scorsi, con picchi addirittura del 10%, portando in generale i principali tassi di interesse sui prestiti alle aziende a crescere in maniera significativa e se la situazione di instabilità continuerà anche nei prossimi mesi, i costi saliranno ulteriormente, con il pericolo di mettere in grave difficoltà la tenuta finanziaria di moltissime imprese.

A lanciare l’allarme è il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi. A livello territoriale sono le imprese lombarde le più penalizzate. In termini assoluti, l’aumento delle spese da inizio anno è stato di 724,7 milioni di euro, pari ad un valore medio per azienda di 874,3 euro.

A seguire troviamo il Lazio (286, 8 milioni di euro per un dato pro azienda pari a 618,5 euro) e l’Emilia Romagna (286 milioni di euro e 665,7 euro pro azienda).
[Via BusinessOnline.it]

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Mutui prima casa: incentivi e tagli

Il “Diritto al Futuro” del ministero della Gioventù aiuta le giovani coppie ad accedere al mutuo per la prima casa. Ma l’ultima finanziaria abbassa le detrazioni su mutui e ristrutturazioni.

La congiuntura attuale è tutt’altro che rosea e a rimetterci di più sono inevitabilmente giovani e precari. Soggetti per cui fare dei progetti a lunga scadenza e sognare una famiglia o una casa è ormai diventata la più grande delle utopie.
Ed anche le istituzioni, che più di tutte avrebbero il dovere di rispondere alle necessità dei cittadini, con una mano danno e con l’altra tolgono. Dal medesimo Governo infatti, in un intervallo di tempo molto ristretto, sono stati presi due provvedimenti di segno completamente opposto.
Il mese scorso ha preso il via il Diritto al Futuro.
Lodevole iniziativa ideata dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, ed il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua.
Questo progetto, nato proprio per aiutare i più giovani a far valere il “proprio diritto al futuro”, consiste nello stanziamento di fondi per lo studio, il lavoro e la casa. Fondi di garanzia per l’accesso al credito di studenti universitari, per l’accesso al mutuo per la prima casa di giovani coppie di precari e per l’emissione di un bonus in favore dei giovani genitori precari.

Per quanto riguarda i mutui, il Dipartimento della Gioventù e l’Abi hanno siglato un patto circa la realizzazione di un Fondo di garanzia per l’accesso ai prestiti per l’acquisto dell’abitazione principale. I soldi stanziati ammontano a 50milioni di euro. E la copertura prevista per ogni soggetto può raggiungere il tetto massimo di 75mila euro.
Per poter accedervi bisogna essere una coppia under 35 sposata oppure essere single con figli minori a carico. Il reddito dichiarato complessivo non deve essere superiore ai 35mila euro, di cui più della metà deve derivare da un lavoro con contratto non a tempo indeterminato.

Lo scorso agosto però, con l’ultima rigorosa finanziaria, è stata stabilita la riduzione della detrazione sugli interessi passivi dei mutui d’acquisto prima casa. Fino ad ora, infatti, era possibile dedurre dalle imposte fino al 19% degli interessi passivi e delle spese accessorie sostenute per il mutuo.
Questo sgravio fiscale, previsto per i proprietari di prime case, verrà ridotto già del 5% a partire dal 2012 per quanto riguarda il credito, e del 20% dal 2013 in poi per quanto riguarda le spese sostenute per la ristrutturazione.
La sensazione è sempre la stessa, che nei momenti di crisi, in cui ci sia un oggettivo bisogno di tirare la cinghia, i sacrifici maggiori siano richiesti proprio a coloro che già li fanno.
[Via iJobs.it]

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