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Mutui prima casa: incentivi e tagli 

Il “Diritto al Futuro” del ministero della Gioventù aiuta le giovani coppie ad accedere al mutuo per la prima casa. Ma l’ultima finanziaria abbassa le detrazioni su mutui e ristrutturazioni.

La congiuntura attuale è tutt’altro che rosea e a rimetterci di più sono inevitabilmente giovani e precari. Soggetti per cui fare dei progetti a lunga scadenza e sognare una famiglia o una casa è ormai diventata la più grande delle utopie.
Ed anche le istituzioni, che più di tutte avrebbero il dovere di rispondere alle necessità dei cittadini, con una mano danno e con l’altra tolgono. Dal medesimo Governo infatti, in un intervallo di tempo molto ristretto, sono stati presi due provvedimenti di segno completamente opposto.
Il mese scorso ha preso il via il Diritto al Futuro.
Lodevole iniziativa ideata dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, ed il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua.
Questo progetto, nato proprio per aiutare i più giovani a far valere il “proprio diritto al futuro”, consiste nello stanziamento di fondi per lo studio, il lavoro e la casa. Fondi di garanzia per l’accesso al credito di studenti universitari, per l’accesso al mutuo per la prima casa di giovani coppie di precari e per l’emissione di un bonus in favore dei giovani genitori precari.

Per quanto riguarda i mutui, il Dipartimento della Gioventù e l’Abi hanno siglato un patto circa la realizzazione di un Fondo di garanzia per l’accesso ai prestiti per l’acquisto dell’abitazione principale. I soldi stanziati ammontano a 50milioni di euro. E la copertura prevista per ogni soggetto può raggiungere il tetto massimo di 75mila euro.
Per poter accedervi bisogna essere una coppia under 35 sposata oppure essere single con figli minori a carico. Il reddito dichiarato complessivo non deve essere superiore ai 35mila euro, di cui più della metà deve derivare da un lavoro con contratto non a tempo indeterminato.

Lo scorso agosto però, con l’ultima rigorosa finanziaria, è stata stabilita la riduzione della detrazione sugli interessi passivi dei mutui d’acquisto prima casa. Fino ad ora, infatti, era possibile dedurre dalle imposte fino al 19% degli interessi passivi e delle spese accessorie sostenute per il mutuo.
Questo sgravio fiscale, previsto per i proprietari di prime case, verrà ridotto già del 5% a partire dal 2012 per quanto riguarda il credito, e del 20% dal 2013 in poi per quanto riguarda le spese sostenute per la ristrutturazione.
La sensazione è sempre la stessa, che nei momenti di crisi, in cui ci sia un oggettivo bisogno di tirare la cinghia, i sacrifici maggiori siano richiesti proprio a coloro che già li fanno.
[Via iJobs.it]

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