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Archivio per la categoria ‘Mutui’

Sale lo spread sui mutui secondo i dati di Bankitalia, ISTAT ed ABI

13 dicembre 2011 Nessun commento

Una corsa senza fine verso l’alto, quella degli spread sui mutui.
Il tasso finale applicato dalle banche non si arresta, complice la forte crisi economica e finanziaria che sta investendo il povero (in tutti i sensi) vecchio continente.
Le ultime statistiche a riguardo non fanno presagire nulla di buono, con i tassi in continuo rialzo.

Gli ultimi numeri sono quelli snocciolati dall’Istat: proprio una ricerca dell’istituto statistico ha mostrato come negli ultimi mesi ci sia stato un netto calo delle richieste dei prestiti impegnativi, come, ad esempio, i mutui per la casa.
Il perché di questo andamento lo spiega, invece, una indagine di Bankitalia.

La ricerca, condotta su 109 banche, corrispondenti all’80% del mercato italiano, ha portato alla luce un aumento dei tassi d’interesse. In ottobre il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle famiglie è stato del 4,3% a fronte del 4,5% di settembre. In aumento i finanziamenti alle imprese, passati dal 4,7% al 5,3%.

A pesare sui tassi d’interesse così alti c’è la difficoltà delle banche nella fase della raccolta. A tal proposito l’Abi, associazione bancaria italiana, ha espresso fiducia nei confronti della manovra del governo Monti: “I provvedimenti contenuti nel Decreto Legge adottato dal Governo Italiano relativi alla possibilità di concedere garanzie statali sulla raccolta bancaria danno attuazione al pacchetto di misure adottato in sede europea per ricreare condizioni di normale funzionamento del mercato della liquidità. Si è dato quindi corso a un provvedimento europeo. È bene aggiungere che la garanzia di ogni singolo Stato rappresenterà un costo per le banche che ne faranno richiesta”.
È quanto ha sottolineato l’ABI in una nota.

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Tecnocasa: l’acquisto dell’immobile più facile se tra 170 e 250mila euro

12 dicembre 2011 Nessun commento

Secondo uno studio pubblicato da Tecnocasa a proposito della disponibilità di spesa per l’acquisto di una casa nelle grandi città, realizzata a novembre 2011, viene evidenziato che la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra 170 e 249 mila euro (24,8%), a seguire la fascia compresa tra 250 a 349 mila euro (21,2%) e quella tra 120 e 169 mila euro (20,6%).

Sempre secondo Tecnocasa, dall’inizio dell’anno si registra un aumento della concentrazione nella fascia di spesa inferiore a 120 mila euro (+1,1%).

Nella fascia di spesa compresa tra 170 e 249 mila euro si cercano soprattutto trilocali e, a seguire, bilocali, mentre in quella compresa tra 250 e 349 mila euro si cercano trilocali e, a seguire, quattro locali.

Rispetto alla media delle grandi città fanno eccezione: Roma e Firenze dove la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia tra 250 e 349 mila euro; a Roma si cercano bilocali e a Firenze quattro locali; Genova, Palermo e Torino registrano una maggiore concentrazione di richieste nella fascia compresa tra 120 e 169 mila euro, in tutte queste città si cercano trilocali.

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Mutui casa, diminuiscono nella prima parte del 2011

Il primo semestre del 2011 si è chiuso con un andamento a rilento per quanto riguarda i mutui per la casa.
MutuiOnline ha rilevato l’andamento delle erogazioni dei mutui casa per quanto concerne la prima parte dell’anno; stando a quanto dichiara l’operatore, nel secondo trimestre dell’anno gli istituti di credito italiani avrebbero erogato oltre 14,2 miliardi di euro, che cumulati alle attività di erogazione del periodo gennaio – marzo 2011, conducono il livello complessivo dei mutui casa concessi dalle banche italiane a quota 27,75 miliardi di euro.
Erogazioni in calo rispetto al 2010 come è stato più volte ribadito dalla Banca d’Italia.

La tendenza dunque si è nuovamente invertita per quanto riguarda il volume di mutui erogati nella prima parte dell’anno. Nel 2011 il calo rispetto al 2010 è stato del 7%, mentre lo scorso anno di questi periodi si festeggiava un soprendente aumento del 18% rispetto ai numeri del 2009. A incidere sul cambio di rotta repentino c’è senza dubbio l’ìnstabilità finanziaria e dei mercati di tutto il mondo.

Nonostante il calo delle erogazioni si conferma invece in crescita l’utilizzo dello strumento internet per la ricerca del miglior mutuo e per il confronto tra le tante offerte. A testimoniarlo è l’aumento di quasi un punto percentuale della quota di mercato di MutuiOnline.it, broker di mutui leader in Italia, che è passato da una quota di mercato nazionale del 3,3% del 2010 a quelle del 4,13% del 2011. Aumenti delle operazioni del broker si sono registrati nelle maggiori città: Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze e Genova.

Interessanti anche i dati sulla concentrazione territoriale delle operazioni di mutuo casa, con Roma che è la prima provincia italiana a contribuire alle erogazioni di finanziamenti immobiliari, con un volume complessivo di oltre 3,3 miliardi di euro, in sviluppo di quasi 9 punti percentuali rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, e con una quota sul totale italiano pari all’11,6%, contro l’11% del 2010. L’altra grande metropoli italiana, Milano, si deve invece “accontentare” di una fetta del mercato italiano pari al 10,9%, stabile su base annua, ma con una crescita delle erogazioni del 3,7% a quota 3,1 miliardi di euro.

Contrariamente a quanto fosse possibile prevedere, inoltre, l’andamento delle erogazioni di mutui al Sud e nelle Isole è sostanzialmente positivo, con un apprezzamento di 3,45 punti percentuali a quota 5,6 miliardi di euro, e una quota sul totale della nazione che supera il 20%. Nel Centro Italia la crisi del mercato immobiliare sembra invece essere più evidente, con una contrazione del livello dei mutui erogati pari a 6 ,4 punti percentuali, per un totale di 6,5 miliardi di euro, ma una quota sul totale che tiene intorno al 23,6%.

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Mutuo Casa per i giovani under 35: troppe le difficoltà, poche le motivazioni reali

Una recente indagine di Genworth Financial afferma che le difficoltà per ottenere un mutuo per gli under 35 sono maggiori che per le altre fasce di popolazione, nonostante la ritrosia degli istituti di credito non sia sempre fondata.

Genworth Financial, con la sua indagine, mette nero su bianco le difficoltà incontrate dai giovani italiani al momento di acquistare casa: se il valore del finanziamento richiesto supera l’80% di quello dell’immobile che si andrà ad acquistare, l’istituto bancario nega l’accesso al credito a chi ha meno di 35 anni.

Un comportamento motivato quello degli istituti di credito? Non statisticamente, secondo i numeri raccolti. Stando a quanto rilevato nel corso dell’indagine di Genworth Financial, infatti, la puntualità di pagamento di chi ha meno di 35 anni (la sua performance creditizia, insomma) è superiore rispetto alla media di mercato. La diffidenza con cui le banche trattano i giovani che chiedono un mutuo, dunque, spesse volte si rivela frutto di un pregiudizio.

Se di pregiudizio si tratta, è un pregiudizio che ha conseguenze pesanti sulla vita dei giovani italiani. Si capisce tutto meglio mettendo a confronto quanto avviene nel nostro Paese con quel che accade in Gran Bretagna: Oltremanica l’acquisto della prima casa avviene mediamente a 27,5 anni, in Italia, invece, bisogna aspettare di spegnere la trentaduesima candelina.

Il dato non sorprende, se si considera che dal 2005 a oggi le concessioni creditizie nei confronti di chi ha meno di 35 anni sono calate del 50%.

Ma dove sono e cosa scelgono i giovani italiani che sottoscrivono un mutuo loan-to value (ossia sopra l’80%)? Soprattutto nella parte nord occidentale del Paese (nel 49% dei casi). La metà di loro, inoltre, preferisce sottoscrivere un mutuo a tasso variabile, sebbene spesso protetto dal cap.

[Via Tiscali]

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Mercato immobiliare: acquisti case in calo del 45%

La fiducia degli Italiani nel mercato immobiliare diminuisce e la propensione all’acquisto scende al 45%.

La crisi economica ricade sulla percezione che gli italiani hanno dell’andamento del mercato immobiliare e la prudenza frena la voglia di investire. Secondo i dati dell’indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori, se a luglio quasi il 54% degli italiani si dichiarava convinto che fosse un buon momento per comprare casa, ad oggi la percentuale è scesa al 45,3%.

Quanto ai prezzi, il 32% si aspetta stabilità, il 37% li prevede in calo

L’elaborazione dell’Indice sulla fiducia dei consumatori relativo al terzo trimestre 2011, un indicatore della percezione degli italiani rispetto all’andamento del mercato immobiliare, si basa sulle risposte di un campione di oltre 5.000 di italiani che, avendo negli ultimi tre mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare, sono interessati al tema della ricerca di immobili.
”Ad influire sulla percezione del mercato immobiliare, e sulla conseguente propensione all’acquisto – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – sono le attuali condizioni dell’economia, con particolare riferimento alla politica di tagli che ha caratterizzato la manovra finanziaria. Tuttavia, questa diminuzione sia della voglia di vendere sia di comprare, rappresenta un tentativo comprensibile di non “svalutare” gli immobili. Sappiamo benissimo che in una nazione, come l’Italia, che ripone un’elevata fiducia nel mattone, questa prudenza evita i pericoli di perdita di valore degli immobili”.
L’analisi di Immobiliare.it, pur registrando una flessione dell’ottimismo rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre, rileva come oltre il 45% del campione sia convinto che quello attuale è un buon momento per acquistare casa. Cresce, invece, la percentuale degli intervistati che ritiene sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliare al prossimo anno (19,2% vs 16%) pensando che il 2012 porterà maggiori vantaggi in fase di compravendita.
La minore fiducia non riguarda solo il fronte dell’acquisto, ma anche quello della vendita: quasi il 66% del campione intervistato si dice convinto che, quello attuale, non sia un buon momento per vendere. Da questa prospettiva, l’11% guarda con fiducia all’anno venturo, e dichiara di aspettarsi un miglioramento della situazione nel corso dei prossimi 12 mesi.
Altro aspetto indagato dall’indagine riguarda la percezione degli italiani dell’andamento dei prezzi degli immobili in vendita: se il 32% si aspetta stabilità, per il 37,6% del campione i costi sono destinati a calare, e solo il 22,5% teme un aumento.
Analizzando i dati raccolti da Immobiliare.it è possibile tracciare anche una mappa delle differenze tra gli atteggiamenti degli italiani, di regione in regione.

[Via MondocasaBlog]

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Mutui casa: diminuiscono le richieste del 10%

Secondo quanto affermano i dati Crif sulle richieste di mutuo casa, sarebbero sempre di meno le domande di finanziamenti immobiliari ipotecari. Dal mese di gennaio a quello di agosto, infatti, le richieste di prestiti casa sarebbero diminuite di circa 10 punti percentuali rispetto a quelle rilevante dalla stessa Centrale nello stesso periodo dello scorso anno, che a sua volta evidenziava una depressione piuttosto significativa rispetto al volume ante-crisi.

I dati 2011, se confrontati con quelli 2009, dimostrano una contrazione del 12% nelle richieste di mutuo casa, che scende al 9% nel confronto con il 2008 e all’11% con il successivo confronto del 2007.
L’unica tipologia di mutuo immobiliare in crescita, riguarda la forma di lunga durata: i mutui a 25 e 30 anni stanno infatti continuando ad assorbire quote di mercato, a discapito delle lunghezze pari a 15 e 20 anni.
La richiesta media si aggira inoltre intorno ai 136 mila euro, con un terzo dei mutuatari che ha tra i 35 e i 44 anni.

[Via VostriSoldi]

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Mutui casa, che collegamento c’è tra lo spread BTP e i tassi?

Anche se a prima vista potrebbe non sembrare molto chiaro e immediato, vi è un collegamento molto stretto tra l’andamento dello spread BTP (cioè, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani a lungo termine, e gli equivalenti titoli tedeschi), e il tasso di interesse applicato al capitale oggetto di mutuo ipotecario.

In realtà, il collegamento è abbastanza semplice da spiegare: gli istituti di credito devono reperire liquidità utile per poter prestare denaro alle imprese e alle famiglie, e lo fanno anche attraverso l’acquisizione di titoli di debito sul mercato.

Rincarando i costi dei titoli di debito, aumenterà anche il costo del denaro in favore dei mutuatari.

Stando a una recente analisi, lo spread bancario sui mutui casa sarebbe aumentato di 0,10 punti percentuali per il mutuo a tasso variabile, nel terzo trimestre dell’anno, e di 0,30 punti percentuali per il mutuo a tasso fisso, nello stesso periodo di riferimento.

Il trend potrebbe altresì continuare nel corso dell’ultimo trimestre, contribuendo a rendere ulteriormente più caro il costo del finanziamento immobiliare.

L’unica scialuppa di salvataggio potrebbe essere un miglioramento dei dati fondamentali dell’economia italiana e, di conseguenza, una riduzione dello spread Btp – Bund. A quel punto, è tuttavia probabile che i parametri di riferimento possano subire un aumento, non lasciando alcuna speranza aperta per le tasche degli italiani.

[Fonte iMutui.net]

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Mutui: il variabile costa ancora di meno ma è il fisso a dare più garanzie

Tasso fisso o tasso variabile?

Il rovello per chi si accinge a un acquisto immobiliare è d’obbligo e in tempi di forte volatilità finanziaria la scelta non è certamente semplice.

Da un lato c’è la forte differenza tra la rata a tasso fisso e quella a tasso variabile. Ovviamente è molto più conveniente la seconda dato che il tasso che si può spuntare sul mercato per un prestito di 100mila euro a dieci anni si aggira sul 2,5%.

Sul variabile invece il rendimento arriva già intorno al 4,3% ma ovviamente in questo caso non ci sono rischi o brutte sorprese se l’economia fa le bizze e i tassi dovessero salire.

«In questo momento – ha spiegato Roberto Anedda vice presidente di MutuiOnline uno dei maggiori siti per la comparazione delle migliori offerte sul mercato dei mutui- è davvero difficile dare un consiglio. Non c’è dubbio comunque che se il mutuo è già in corso e l’estinzione è prevista nei prossimi tre o quattro anni conviene tenere la rata variabile mentre se si vuole fare un mutuo magari a 30 anni e non si ha propriamente l’animo del giocatore d’azzardo ma si vogliono dormire sonni tranquilli, conviene optare per il fisso. Per i prossimi due o tre anni comunque il tasso variabile sarà ancora più conveniente di quello fisso. Ma forse la convenienza del variabile si spingerà oltre perché, data la crisi in corso, molto probabilmente, non sarà toccato il costo del denaro ancora per qualche anno».

[Via Il Giornale]

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Mutui prima casa: incentivi e tagli

Il “Diritto al Futuro” del ministero della Gioventù aiuta le giovani coppie ad accedere al mutuo per la prima casa. Ma l’ultima finanziaria abbassa le detrazioni su mutui e ristrutturazioni.

La congiuntura attuale è tutt’altro che rosea e a rimetterci di più sono inevitabilmente giovani e precari. Soggetti per cui fare dei progetti a lunga scadenza e sognare una famiglia o una casa è ormai diventata la più grande delle utopie.
Ed anche le istituzioni, che più di tutte avrebbero il dovere di rispondere alle necessità dei cittadini, con una mano danno e con l’altra tolgono. Dal medesimo Governo infatti, in un intervallo di tempo molto ristretto, sono stati presi due provvedimenti di segno completamente opposto.
Il mese scorso ha preso il via il Diritto al Futuro.
Lodevole iniziativa ideata dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, ed il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua.
Questo progetto, nato proprio per aiutare i più giovani a far valere il “proprio diritto al futuro”, consiste nello stanziamento di fondi per lo studio, il lavoro e la casa. Fondi di garanzia per l’accesso al credito di studenti universitari, per l’accesso al mutuo per la prima casa di giovani coppie di precari e per l’emissione di un bonus in favore dei giovani genitori precari.

Per quanto riguarda i mutui, il Dipartimento della Gioventù e l’Abi hanno siglato un patto circa la realizzazione di un Fondo di garanzia per l’accesso ai prestiti per l’acquisto dell’abitazione principale. I soldi stanziati ammontano a 50milioni di euro. E la copertura prevista per ogni soggetto può raggiungere il tetto massimo di 75mila euro.
Per poter accedervi bisogna essere una coppia under 35 sposata oppure essere single con figli minori a carico. Il reddito dichiarato complessivo non deve essere superiore ai 35mila euro, di cui più della metà deve derivare da un lavoro con contratto non a tempo indeterminato.

Lo scorso agosto però, con l’ultima rigorosa finanziaria, è stata stabilita la riduzione della detrazione sugli interessi passivi dei mutui d’acquisto prima casa. Fino ad ora, infatti, era possibile dedurre dalle imposte fino al 19% degli interessi passivi e delle spese accessorie sostenute per il mutuo.
Questo sgravio fiscale, previsto per i proprietari di prime case, verrà ridotto già del 5% a partire dal 2012 per quanto riguarda il credito, e del 20% dal 2013 in poi per quanto riguarda le spese sostenute per la ristrutturazione.
La sensazione è sempre la stessa, che nei momenti di crisi, in cui ci sia un oggettivo bisogno di tirare la cinghia, i sacrifici maggiori siano richiesti proprio a coloro che già li fanno.
[Via iJobs.it]

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Secondo Bankitalia, nel secondo trimestre peggiorano le condizioni del mercato immobiliare

Nel secondo trimestre 2011, le condizioni del mercato immobiliare italiano si sono indebolite ulteriormente. Lo rileva l’inchiesta trimestrale sullo stato del mercato immobiliare in Italia condotta congiuntamente dalla Banca d’Italia, da Tecnoborsa e dall’Agenzia del Territorio. A questa iindagine hanno partecipato 1.464 agenti ), fornendo informazioni sull’attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento (aprile- giugno 2011), nonché sulle prospettive del settore.

Nel secondo trimestre del 2011 la quota di agenti che hanno segnalato una diminuzione dei prezzi è cresciuta al 46,8 per cento dal 44,2 della precedente indagine , a fronte di una sostanziale invarianza dell’incidenza, già trascurabile, di coloro che hanno indicato un aumento delle quotazioni. Ne è derivato un peggioramento del saldo negativo tra le percentuali di risposte “in aumento” e “in diminuzione” (-45,5 punti contro -42,6 nel primo trimestre dell’anno), più pronunciato nelle aree urbane e nelle regioni del Nord Ovest.

La quota di agenzie che nei mesi primaverili hanno venduto almeno un immobile è rimasta invariata, al 69,3 per cento ; a una flessione nelle regioni settentrionali si è contrapposto un aumento registrato in quelle del Centro.

Nel secondo trimestre del 2011 il saldo tra risposte di aumento e di diminuzione (rispetto al periodo precedente) delle giacenze di incarichi a vendere è sceso a 23,2 punti percentuali (25,8 nella precedente rilevazione).

Il calo riflette principalmente la flessione della percentuale di operatori che giudicano in aumento il numero di incarichi ancora da evadere. Circa l’andamento dei nuovi incarichi, il saldo tra la quota di agenzie che segnalano un aumento rispetto ai primi mesi dell’anno e quella di coloro che ne riportano una diminuzione è fortemente diminuito, a 12,1 punti percentuali (da 20,8), in connessione soprattutto con gli andamenti osservati nelle aree non urbane. Per quanto riguarda le cause prevalenti di cessazione degli incarichi, sono aumentate leggermente le quote di operatori che indicano l’assenza di proposte di acquisto a fronte di richieste del venditore ritenute troppo elevate (65,5 per cento contro 64,2 nell’inchiesta di aprile;), attese di prezzo più favorevoli (21,9 per cento contro 20,8) e difficoltà nel reperimento del mutuo (51,9 per cento contro 49,6). Si è invece ridotta l’incidenza dei ritiri dovuti a proposte di acquisto a prezzi giudicati troppo bassi dal venditore (52,0 per cento dei casi contro il 55,4 rilevato in aprile). Il prezzo di vendita è rimasto sostanzialmente invariato, intorno al 12 per cento : alla flessione registrata nelle aree urbane (all’11,3 per cento, dal 12,0 nella precedente rilevazione) si è contrapposto un modesto aumento in quelle non urbane (al 12,6 per cento, dal 12,1). Si conferma appena superiore ai 7 mesi il tempo medio di completamento dell’incarico .

La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario è salita di 2 punti percentuali rispetto alla scorsa indagine, al 72,6 per cento. L’aumento ha riguardato tutte le aree geografiche del paese.

Il saldo tra giudizi “favorevoli” e “sfavorevoli” sulle attese a breve circa le condizioni del mercato di riferimento è ulteriormente peggiorato, divenendo negativo per la prima volta da un anno (per 22,5 punti percentuali, a fronte di un saldo positivo di 4 punti nella rilevazione precedente). Si è inoltre ridotto il saldo positivo tra le attese di aumento e diminuzione dei nuovi incarichi a vendere (a 3,9 punti percentuali, contro 20,2 nella scorsa rilevazione), mentre si è ulteriormente ampliato quello, già negativo, circa le attese sui prezzi (-41,1 punti, contro -31,7).

La quota di agenti che riportano un peggioramento delle prospettive a breve del mercato nazionale è aumentata al 34,8 per cento (dal 23,5 della rilevazione precedente . Il divario negativo fra giudizi favorevoli e sfavorevoli si è pertanto ampliato, portandosi a -27,8 punti percentuali, da -12,8 in aprile. Appare sempre più prudente, anche se ancora improntato all’ottimismo, il quadro per i prossimi due anni: il saldo positivo tra le attese di miglioramento e peggioramento si è infatti ancora ridotto, di oltre 10 punti percentuali, portandosi a 18,3 punti.
[Via Repubblica Finanza]

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Cresce la Domanda di Mutuo Residenziale per la Casa

Un forte rafforzamento nella domanda di mutuo residenziale per la casa da parte delle famiglie si riscontra nelle intenzioni di acquisto di abitazioni nei prossimi 12 mesi.

Nell’ultimo anno, il 9,7% delle famiglie ha dichiarato di avere attivato un mutuo ipotecario sulla prima casa corrispondente a 457mila nuove erogazioni garantite da ipoteca immobiliare, con un lieve aumento rispetto allo stesso dato dello scorso anno.

Secondo l’Indagine Nomisma 2011, è nelle intenzioni di acquisto di abitazioni nei prossimi dodici mesi che si riscontra un forte rafforzamento della domanda di mutui residenziali da parte delle famiglie. Ben due su tre delle quali hanno programmato di comprare casa e hanno dichiarato di volerlo fare attivando un mutuo, mentre lo scorso anno lo stesso dato riguardava soltanto una famiglia su due. In sintesi, si evidenzia un aumento vertiginoso della domanda di credito.

Il 75,4% delle famiglie intenzionato ad acquistare un’abitazione è orientato ad accendere un mutuo. Ma quali sono le caratteristiche più comuni tra queste famiglie? Quando si parla di mutui erogati si comprendono anche le transazioni finanziate da mutui con ipoteca iscritta su immobile diverso da quello acquistato, fornendo altra garanzia reale o di natura chirografaria. L’Istat, relativamente al 2010, fornisce l’indicazione di 457.792 compravendite di abitazioni per le quali è stato attivato un mutuo ipotecario.

Sul totale delle transazioni di fonte Istat che, a differenza di quelle dell’Agenzia del Territorio non sono normalizzate, l’incidenza degli acquisti supportati da mutui ipotecari risulta essere prossima al 50%.

Si tratta, in particolar modo, di famiglie giovani (con un picco dell’88,2% per i capofamiglia con età fino a 34 anni), residenti nel Centro (86,2%) e Sud Italia (87,8%), con una numerosità inferiore a quattro membri (che con il 90,5% rappresenta il picco massimo di interesse).

[Via Attico.it]

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