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Tassi ai minimi, risveglio dei mutui. E le banche ripartono all'assalto

In Veneto stabili le erogazioni alle famiglie nel terzo trimestre 2009. Verona e Padova, le province leader, rivedono già il segno positivo

Sorpresa: a dispetto di un mercato immobiliare che piange, i mutui casa in Veneto hanno segnato tempo stabile nel terzo trimestre 2009. E addirittura si parla di risalita nella prima parte di quest’anno. I dati di Bankitalia aggiornati al 30 settembre scorso, cioè i più recenti a disposizione, registrano erogazioni nel trimestre pari a 1.092 milioni, vale a dire lo 0,5% in meno rispetto alla stessa data del 2008. Un’inezia, si può dire. Tanto più che i dati si manifestavano assai più scoraggianti a marzo (-32%) o giugno (-5%). Sull’intero periodo (primi nove mesi dello scorso anno) mancano ancora all’appello oltre 500 milioni. Una cifra importante. Ma, spinto dall’Euribor ai minimi (e infatti c’è un prepotente ritorno al tasso variabile) o da prezzi più contenuti delle case, il mercato dei mutui dà più di un segnale di risveglio. Sempre relativamente al terzo trimestre 2009, il Veneto, con il 9,6% dei volumi erogati, si conferma al quarto posto fra le regioni italiane e marca un importo medio di 124 mila euro, contro la media nazionale di 117 mila.

Altro segnale interessante viene dalle statistiche per le singole province: Verona e Padova, che sono le aree leader (nono e dodicesimo posto nella classifica nazionale per valore) già nel settembre scorso si trovavano in territorio positivo. Diversa, come rileva l’ufficio studi Tecnocasa, la situazione nelle altre province: Rovigo (-5%), Venezia (-6%), Vicenza (-6%), Treviso (-9%) e Belluno (-10%). Per il 2010, sembra che le banche ricomincino a puntare sui mutui casa. Con il «ritorno al territorio» che viene professato ormai anche dai gruppi più grandi, e nel momento in cui languono gli impieghi verso le imprese, i mutui diventano una voce a cui appigliarsi. Anche se, come ha spiegato Alessandro Profumo, ad di Unicredit, questa attività non sempre è particolarmente redditizia per gli istituti di credito. Samuele Sorato, direttore generale della Banca Popolare di Vicenza, quantifica le nuove erogazioni per l’intero 2009 in 1,5 miliardi di euro, con una crescita di 27 punti sulla stessa somma dell’anno precedente. «Nel nostro caso le operazioni riguardano più immobili di pregio che residenze comuni - spiega - ma la stabilità o anche la riduzione dei prezzi delle case hanno di certo contribuito a sbloccare i dubbi degli indecisi. Purtroppo l’aumento di casi di disoccupazione e delle situazioni di capifamiglia in cassa integrazione rimangono il principale motivo delle incertezze che ancora zavorrano il mercato».

Un (quasi) raddoppio delle operazioni nell’anno appena trascorso è registrato anche da Veneto Banca, che ha contato 7.184 contratti rispetto ai 3.732 dell’anno precedente. Le «sostituzioni» esterne - cioè l’arrivo di clienti provenienti da altre banche - sono state rilevanti nel primo semestre, vale a dire circa un quarto dei nuovi rapporti, ma poi si sono praticamente bloccate. «Le lungaggini burocratiche, per quanto semplificate, hanno dissuaso i più dall’affrontare il percorso - è il punto di vista di Riccardo De Fonzo, responsabile della direzione centrale del mercato Italia del gruppo - anche alla luce di un miglioramento delle condizioni che è stato generalizzato ». Veneto Banca ha erogato l’anno scorso 739 milioni contro i 410 dell’anno prima. «Il taglio medio è stato di 103 mila euro, quindi un po’ abbassato, e la durata - conclude De Fonzo - è passata da 17 a 18 anni e mezzo». Da Veneto Banca ad Antonveneta, con un erogato nel 2009 nel solo Veneto di 1.911 milioni. Il secondo semestre ha fatto registrare un incremento delle erogazioni del 18% rispetto al primo, con una particolare accelerazione sulla provincia di Padova.


Fonte: Corriere.it



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