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Posts Tagged ‘Mercato Immobiliare’

Tecnocasa: l’acquisto dell’immobile piĂą facile se tra 170 e 250mila euro

12 dicembre 2011 Nessun commento

Secondo uno studio pubblicato da Tecnocasa a proposito della disponibilità di spesa per l’acquisto di una casa nelle grandi città, realizzata a novembre 2011, viene evidenziato che la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra 170 e 249 mila euro (24,8%), a seguire la fascia compresa tra 250 a 349 mila euro (21,2%) e quella tra 120 e 169 mila euro (20,6%).

Sempre secondo Tecnocasa, dall’inizio dell’anno si registra un aumento della concentrazione nella fascia di spesa inferiore a 120 mila euro (+1,1%).

Nella fascia di spesa compresa tra 170 e 249 mila euro si cercano soprattutto trilocali e, a seguire, bilocali, mentre in quella compresa tra 250 e 349 mila euro si cercano trilocali e, a seguire, quattro locali.

Rispetto alla media delle grandi cittĂ  fanno eccezione: Roma e Firenze dove la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia tra 250 e 349 mila euro; a Roma si cercano bilocali e a Firenze quattro locali; Genova, Palermo e Torino registrano una maggiore concentrazione di richieste nella fascia compresa tra 120 e 169 mila euro, in tutte queste cittĂ  si cercano trilocali.

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Anche il mercato immobiliare diventa “social”

Crisi dei mercati finanziari, tassazione, instabilità, venerdì nero.
Tutte queste parole ed espressioni condizionano gli acquisti, penalizzando soprattutto il mercato immobiliare.
Nulla di nuovo.
La vera notizia è che sempre più italiani, il quotidiano La Stampa ne stima circa un milione, cercano casa su Facebook ed utilizzano i social network per decidere tempi e modi di acquisto della propria casa.

Ancora una volta un altro colpo messo a segno dalla realtà dinamica e colorata delle rete e dei social network. In tutte le attività commerciali, compreso il mercato delle case, ancora una volta, a dominare è la realtà social che risulta essere la scelta migliore o quantomeno un rito di passaggio assolutamente da non evitare. Raggiungere gli utenti tramite discussioni e condivisioni di contenuti sociali rappresenta una strategia di vendita che spesso sorpassa addirittura i portali specializzati. Nel mondo dell’immobile, ad esempio, dalla ricerca effettuata, emerge che il 21% degli utenti che utilizza internet per cercare o vendere casa non utilizza affatto i portali specializzati ma esclusivamente Facebook. Nonostante la crisi e il tutto tace del mercato immobiliare, la compravendita online cresce del +39% afferma il portale Immobiliare.it che ha eseguito l’analisi, intervistando circa 500 persone attive online per la compravendita di immobili. I ricercatori hanno rilevato una crescita dell’influenza di Facebook molto sostanziosa, al punto tale da riuscire a modificare completamente l’approccio sia all’ acquisto che alla consultazione delle offerte online sopratutto di tutti quegli utenti che fanno parte della grande fetta degli indecisi.

Parole d’ordine: presidiare i canali social e condividere info con i clienti.
I social network come Facebook, utilizzano infatti una delle tecniche di Marketing piĂą antiche ma sempre efficaci: il passaparola.
Lo scenario che emerge è di quelli che un’agenzia immobiliare non può farsi sfuggire. Centinaia di utenti senza presidiare uno dei canali più influenti degli ultimi anni.

Carlo Giordano, amministratore del gruppo di ricerca afferma: “Chi cerca casa e parte dai social network, ha un approccio diverso a differenza di chi ricerca il proprio acquisto partendo dai portali immobiliari. I social network hanno stravolto molteplici mercati. Un’agenzia immobiliare, non dovrebbe assolutamente sottovalutare la presenza costante nelle reti social, soprattutto in periodi di flessione. L’utente, quando è in difficoltà o conosce poco il mercato in cui vuole acquistare, dimostra tecniche di ricerca più approfondite che sfociano nel confronto di opinioni e, per evitare acquisti incauti, si rivolge alla più grande comunità gratuita ed immediata di oggi. Chiaro è che ogni agenzia, dovrà studiare un piano di comunicazione integrata idoneo allo sviluppo, cercando di caratterizzare la propria presenza online ad esempio partendo dalla geolocalizzazione degli interventi”.

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Mercato immobiliare: acquisti case in calo del 45%

La fiducia degli Italiani nel mercato immobiliare diminuisce e la propensione all’acquisto scende al 45%.

La crisi economica ricade sulla percezione che gli italiani hanno dell’andamento del mercato immobiliare e la prudenza frena la voglia di investire. Secondo i dati dell’indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori, se a luglio quasi il 54% degli italiani si dichiarava convinto che fosse un buon momento per comprare casa, ad oggi la percentuale è scesa al 45,3%.

Quanto ai prezzi, il 32% si aspetta stabilitĂ , il 37% li prevede in calo

L’elaborazione dell’Indice sulla fiducia dei consumatori relativo al terzo trimestre 2011, un indicatore della percezione degli italiani rispetto all’andamento del mercato immobiliare, si basa sulle risposte di un campione di oltre 5.000 di italiani che, avendo negli ultimi tre mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare, sono interessati al tema della ricerca di immobili.
”Ad influire sulla percezione del mercato immobiliare, e sulla conseguente propensione all’acquisto – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – sono le attuali condizioni dell’economia, con particolare riferimento alla politica di tagli che ha caratterizzato la manovra finanziaria. Tuttavia, questa diminuzione sia della voglia di vendere sia di comprare, rappresenta un tentativo comprensibile di non “svalutare” gli immobili. Sappiamo benissimo che in una nazione, come l’Italia, che ripone un’elevata fiducia nel mattone, questa prudenza evita i pericoli di perdita di valore degli immobili”.
L’analisi di Immobiliare.it, pur registrando una flessione dell’ottimismo rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre, rileva come oltre il 45% del campione sia convinto che quello attuale è un buon momento per acquistare casa. Cresce, invece, la percentuale degli intervistati che ritiene sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliare al prossimo anno (19,2% vs 16%) pensando che il 2012 porterà maggiori vantaggi in fase di compravendita.
La minore fiducia non riguarda solo il fronte dell’acquisto, ma anche quello della vendita: quasi il 66% del campione intervistato si dice convinto che, quello attuale, non sia un buon momento per vendere. Da questa prospettiva, l’11% guarda con fiducia all’anno venturo, e dichiara di aspettarsi un miglioramento della situazione nel corso dei prossimi 12 mesi.
Altro aspetto indagato dall’indagine riguarda la percezione degli italiani dell’andamento dei prezzi degli immobili in vendita: se il 32% si aspetta stabilità, per il 37,6% del campione i costi sono destinati a calare, e solo il 22,5% teme un aumento.
Analizzando i dati raccolti da Immobiliare.it è possibile tracciare anche una mappa delle differenze tra gli atteggiamenti degli italiani, di regione in regione.

[Via MondocasaBlog]

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Mutui: il variabile costa ancora di meno ma è il fisso a dare più garanzie

Tasso fisso o tasso variabile?

Il rovello per chi si accinge a un acquisto immobiliare è d’obbligo e in tempi di forte volatilità finanziaria la scelta non è certamente semplice.

Da un lato c’è la forte differenza tra la rata a tasso fisso e quella a tasso variabile. Ovviamente è molto più conveniente la seconda dato che il tasso che si può spuntare sul mercato per un prestito di 100mila euro a dieci anni si aggira sul 2,5%.

Sul variabile invece il rendimento arriva già intorno al 4,3% ma ovviamente in questo caso non ci sono rischi o brutte sorprese se l’economia fa le bizze e i tassi dovessero salire.

«In questo momento – ha spiegato Roberto Anedda vice presidente di MutuiOnline uno dei maggiori siti per la comparazione delle migliori offerte sul mercato dei mutui- è davvero difficile dare un consiglio. Non c’è dubbio comunque che se il mutuo è giĂ  in corso e l’estinzione è prevista nei prossimi tre o quattro anni conviene tenere la rata variabile mentre se si vuole fare un mutuo magari a 30 anni e non si ha propriamente l’animo del giocatore d’azzardo ma si vogliono dormire sonni tranquilli, conviene optare per il fisso. Per i prossimi due o tre anni comunque il tasso variabile sarĂ  ancora piĂą conveniente di quello fisso. Ma forse la convenienza del variabile si spingerĂ  oltre perchĂ©, data la crisi in corso, molto probabilmente, non sarĂ  toccato il costo del denaro ancora per qualche anno».

[Via Il Giornale]

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Secondo Bankitalia, nel secondo trimestre peggiorano le condizioni del mercato immobiliare

Nel secondo trimestre 2011, le condizioni del mercato immobiliare italiano si sono indebolite ulteriormente. Lo rileva l’inchiesta trimestrale sullo stato del mercato immobiliare in Italia condotta congiuntamente dalla Banca d’Italia, da Tecnoborsa e dall’Agenzia del Territorio. A questa iindagine hanno partecipato 1.464 agenti ), fornendo informazioni sull’attivitĂ  di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento (aprile- giugno 2011), nonchĂ© sulle prospettive del settore.

Nel secondo trimestre del 2011 la quota di agenti che hanno segnalato una diminuzione dei prezzi è cresciuta al 46,8 per cento dal 44,2 della precedente indagine , a fronte di una sostanziale invarianza dell’incidenza, giĂ  trascurabile, di coloro che hanno indicato un aumento delle quotazioni. Ne è derivato un peggioramento del saldo negativo tra le percentuali di risposte “in aumento” e “in diminuzione” (-45,5 punti contro -42,6 nel primo trimestre dell’anno), piĂą pronunciato nelle aree urbane e nelle regioni del Nord Ovest.

La quota di agenzie che nei mesi primaverili hanno venduto almeno un immobile è rimasta invariata, al 69,3 per cento ; a una flessione nelle regioni settentrionali si è contrapposto un aumento registrato in quelle del Centro.

Nel secondo trimestre del 2011 il saldo tra risposte di aumento e di diminuzione (rispetto al periodo precedente) delle giacenze di incarichi a vendere è sceso a 23,2 punti percentuali (25,8 nella precedente rilevazione).

Il calo riflette principalmente la flessione della percentuale di operatori che giudicano in aumento il numero di incarichi ancora da evadere. Circa l’andamento dei nuovi incarichi, il saldo tra la quota di agenzie che segnalano un aumento rispetto ai primi mesi dell’anno e quella di coloro che ne riportano una diminuzione è fortemente diminuito, a 12,1 punti percentuali (da 20,8), in connessione soprattutto con gli andamenti osservati nelle aree non urbane. Per quanto riguarda le cause prevalenti di cessazione degli incarichi, sono aumentate leggermente le quote di operatori che indicano l’assenza di proposte di acquisto a fronte di richieste del venditore ritenute troppo elevate (65,5 per cento contro 64,2 nell’inchiesta di aprile;), attese di prezzo più favorevoli (21,9 per cento contro 20,8) e difficoltà nel reperimento del mutuo (51,9 per cento contro 49,6). Si è invece ridotta l’incidenza dei ritiri dovuti a proposte di acquisto a prezzi giudicati troppo bassi dal venditore (52,0 per cento dei casi contro il 55,4 rilevato in aprile). Il prezzo di vendita è rimasto sostanzialmente invariato, intorno al 12 per cento : alla flessione registrata nelle aree urbane (all’11,3 per cento, dal 12,0 nella precedente rilevazione) si è contrapposto un modesto aumento in quelle non urbane (al 12,6 per cento, dal 12,1). Si conferma appena superiore ai 7 mesi il tempo medio di completamento dell’incarico .

La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario è salita di 2 punti percentuali rispetto alla scorsa indagine, al 72,6 per cento. L’aumento ha riguardato tutte le aree geografiche del paese.

Il saldo tra giudizi “favorevoli” e “sfavorevoli” sulle attese a breve circa le condizioni del mercato di riferimento è ulteriormente peggiorato, divenendo negativo per la prima volta da un anno (per 22,5 punti percentuali, a fronte di un saldo positivo di 4 punti nella rilevazione precedente). Si è inoltre ridotto il saldo positivo tra le attese di aumento e diminuzione dei nuovi incarichi a vendere (a 3,9 punti percentuali, contro 20,2 nella scorsa rilevazione), mentre si è ulteriormente ampliato quello, giĂ  negativo, circa le attese sui prezzi (-41,1 punti, contro -31,7).

La quota di agenti che riportano un peggioramento delle prospettive a breve del mercato nazionale è aumentata al 34,8 per cento (dal 23,5 della rilevazione precedente . Il divario negativo fra giudizi favorevoli e sfavorevoli si è pertanto ampliato, portandosi a -27,8 punti percentuali, da -12,8 in aprile. Appare sempre più prudente, anche se ancora improntato all’ottimismo, il quadro per i prossimi due anni: il saldo positivo tra le attese di miglioramento e peggioramento si è infatti ancora ridotto, di oltre 10 punti percentuali, portandosi a 18,3 punti.
[Via Repubblica Finanza]

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Cresce la Domanda di Mutuo Residenziale per la Casa

Un forte rafforzamento nella domanda di mutuo residenziale per la casa da parte delle famiglie si riscontra nelle intenzioni di acquisto di abitazioni nei prossimi 12 mesi.

Nell’ultimo anno, il 9,7% delle famiglie ha dichiarato di avere attivato un mutuo ipotecario sulla prima casa corrispondente a 457mila nuove erogazioni garantite da ipoteca immobiliare, con un lieve aumento rispetto allo stesso dato dello scorso anno.

Secondo l’Indagine Nomisma 2011, è nelle intenzioni di acquisto di abitazioni nei prossimi dodici mesi che si riscontra un forte rafforzamento della domanda di mutui residenziali da parte delle famiglie. Ben due su tre delle quali hanno programmato di comprare casa e hanno dichiarato di volerlo fare attivando un mutuo, mentre lo scorso anno lo stesso dato riguardava soltanto una famiglia su due. In sintesi, si evidenzia un aumento vertiginoso della domanda di credito.

Il 75,4% delle famiglie intenzionato ad acquistare un’abitazione è orientato ad accendere un mutuo. Ma quali sono le caratteristiche più comuni tra queste famiglie? Quando si parla di mutui erogati si comprendono anche le transazioni finanziate da mutui con ipoteca iscritta su immobile diverso da quello acquistato, fornendo altra garanzia reale o di natura chirografaria. L’Istat, relativamente al 2010, fornisce l’indicazione di 457.792 compravendite di abitazioni per le quali è stato attivato un mutuo ipotecario.

Sul totale delle transazioni di fonte Istat che, a differenza di quelle dell’Agenzia del Territorio non sono normalizzate, l’incidenza degli acquisti supportati da mutui ipotecari risulta essere prossima al 50%.

Si tratta, in particolar modo, di famiglie giovani (con un picco dell’88,2% per i capofamiglia con età fino a 34 anni), residenti nel Centro (86,2%) e Sud Italia (87,8%), con una numerosità inferiore a quattro membri (che con il 90,5% rappresenta il picco massimo di interesse).

[Via Attico.it]

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